Quando si parla di cucina giapponese, spesso si fa di tutta l’erba un fascio: ramen, soba, noodles generici. In realtà gli udon sono un mondo a parte. Spessi, morbidi, elastici ma mai gommosi, hanno una personalità precisa e riconoscibile. E soprattutto si prestano a preparazioni molto diverse: dalla classica ciotola di udon in brodo, fumante e rassicurante, fino a versioni saltate più intense, come gli udon con gamberi.
In questa guida facciamo chiarezza: cosa sono davvero, come prepararli (anche fatti in casa, con qualche scorciatoia intelligente) e quali varianti replicare facilmente senza trasformare la cucina in un laboratorio impossibile.
Cosa sono e perché sono diversi dagli altri noodles
Sono noodles giapponesi a base di farina di grano tenero, acqua e sale. Niente uova. Questa è la prima grande differenza rispetto a molti noodles occidentali o cinesi.
Il risultato? Un colore chiaro, quasi bianco, e una consistenza più setosa e compatta.
A differenza dei soba (a base di grano saraceno) o dei ramen (che contengono kansui, l’acqua alcalina che dà elasticità e colore giallo), puntano tutto sulla struttura dell’impasto e sulla lavorazione. Sono più spessi, più “morbidi al morso”, meno elastici in senso nervoso ma più pieni.
Quando li mangi, li senti. Non scivolano via. Riempiono la bocca e trattengono bene il condimento, soprattutto nelle versioni in brodo.
Udon, la ricetta: una base semplice per prepararli (anche fatti in casa)
Diciamocelo chiaramente: prepararli fatti in casa in modo tradizionale richiede un po’ di pazienza. Ma non è complicato.
Ingredienti base:
- 500g di farina 00 (o farina per pane)
- 220ml di acqua
- 20g di sale
Si scioglie il sale nell’acqua, si unisce alla farina e si lavora fino a ottenere un impasto compatto. Non serve impastare mezz’ora: basta che sia omogeneo.
Tradizione vuole che l’impasto venga “calpestato” (letteralmente, dentro un sacchetto) per sviluppare la giusta elasticità. A casa puoi semplicemente lavorarlo con energia per qualche minuto.
Riposo minimo: 1 ora.
Poi si stende (non troppo sottile) e si taglia a strisce spesse circa 3-4 mm.
Qui entra la scorciatoia realistica: se non hai tempo, comprali freschi confezionati di buona qualità. Onestamente, per una ricetta fatta bene con questa pasta, conta molto di più il condimento e la cottura che non la produzione artigianale perfetta.

Udon in brodo: il comfort food giapponese
Sono una coccola. Semplici, caldi, equilibrati. La base classica è il dashi (brodo leggero di alga kombu e katsuobushi), arricchito con salsa di soia e mirin.
Base veloce per farli in brodo:
- 1 litro dashi (o alternativa vegetale leggera)
- 2 cucchiai salsa di soia
- 1 cucchiaio di mirin
- un filo di sakè (facoltativo)
Porti a sobbollire dolcemente. Non deve mai diventare aggressivo o troppo salato.
Cuoci gli udon a parte (importantissimo se vuoi evitare un risultato torbido), scolali e trasferiscili nella ciotola. Versa sopra il brodo caldo e completa con topping:
- cipollotto fresco
- alga nori
- tempura
- uovo morbido
- funghi shiitake
Errore tipico: esagerare con la soia. Se senti solo sale, hai sbagliato equilibrio.
Udon con gamberi: saltati o in brodo?
Qui si entra nel territorio più “goloso”. Con gamberi funzionano benissimo sia in versione asciutta saltata che in versione brodosa.
Versione saltata (stir fry)
Cuoci gli udon, scolali e tienili da parte. In wok caldo:
- Rosola rapidamente i gamberi sgusciati (30-40 secondi per lato).
- Toglili dal wok appena diventano rosa.
- Salta verdure croccanti (zucchine, carote, pak choi).
- Rimetti gamberi e udon.
- Condisci con salsa di soia e un filo di olio di sesamo.
Il segreto? Non stracuocere i gamberi. Devono restare teneri. Se li lasci troppo sul fuoco diventano gommosi e asciutti.
Versione in brodo con gamberi
Qui il trucco è aggiungere i gamberi direttamente nel brodo caldo ma non bollente e spegnere dopo un minuto. Si cuoceranno nel calore residuo mantenendo succosità e sapore.
Gli udon con gamberi in brodo hanno un profilo più delicato e marino, perfetto se vuoi qualcosa di meno aggressivo rispetto alla versione saltata.

Errori comuni quando si preparano gli udon
Parliamone, perché succede spesso:
Effetto colla
Se li scoli e li lasci fermi senza condimento, si incollano. Un filo d’olio risolve il problema.
Brodo troppo salato
Meglio partire leggeri e aggiustare alla fine. La salsa di soia varia molto in intensità.
Gamberi stracotti
Basta poco. Quando si arricciano e diventano rosa, sono pronti.
Sovraccarico di ingredienti
Gli udon non hanno bisogno di mille elementi. Due o tre topping ben scelti bastano.
Idee di personalizzazione
Qui puoi divertirti a provare varie versioni:
- inserisci funghi enoki o champignon
- rendi tutto più piccante con olio al peperoncino
- prova una versione vegetariana con tofu croccante
- usa miso per un brodo più intenso
Sono versatili. Si adattano al tuo gusto, alla stagione, al livello di fame.

Vuoi assaggiarli fatti come si deve?
Prepararli a casa è divertente. Ma c’è una differenza tra “buoni” e “memorabili”. Se vuoi scoprire come dovrebbero essere davvero degli udon equilibrati, con condimenti tradizionali e ingredienti scelti con criterio, passa da Hot Pot Hub a Torino.
Qui gli udon con gamberi e le varianti in brodo vengono preparati ogni giorno con attenzione e senza scorciatoie. E fidati: una volta assaggiati nel modo giusto, li guarderai con occhi diversi anche quando proverai a rifarli a casa.
Ti aspettiamo a Torino per la tua prossima ciotola fumante!